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Apriamo gli ambienti con gli open space
di Arch. Alessandra Paresce   

Gli ambienti lasciano il posto a spazi, ovunque il criterio è lo stesso: si derogano le regole e si sperimenta l’open space per poter aprire luoghi chiusi.

La distinzione stereotipata dei vani è sostituita da ambienti aperti, divisi da setti, da giochi di volumi, da colori o da materiali. Che si tratti di un ambiente contract o di uno residenziale, le tendenze segnate dai designer sono univoche: gli spazi sono trattati come un perenne allestimento. Niente è più stretto delle distinzioni dei luoghi e le restrizioni del “dove” sono state abbandonate dal voler vivere e condividere gli spazi.

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Nelle stanze dei contract l’ambiente principale si fonde con quelli secondari divisi da diafane, pareti vetrate o da un univoco divisorio materico anche per gli ambienti.

I letti sono in stretto contatto con vasche da bagno o docce, senza una netta distinzione fra il dentro ed il fuori, come un continuo “osare” svincolato dagli schemi consolidati.

Il risultato è senz’altro senza precedenti: gli ambienti sono formati da spazi che si compenetrano, meno vincolati e sicuramente più grandi.

Qui c’è spazio per tutto e per niente, aggiungerei io, perché ogni cosa deve dialogare con l’altra, riprendere fila di un discorso univoco per non sembrare discordante.

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Le proposte di arredo non smentiscono le nuove tendenze ed il mercato richiede mobili che hanno quasi perso la loro identità.

Prendono sempre più piede arredi per soggiorni integrati nelle zone cucina e viceversa

Se prima la cucina era considerato un luogo intimo, spesso destinato alla donna come unica depositaria, ora è luogo dove si accolgono gli amici per argomentare, al pari di un salotto.

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Divani ampi, se da un lato con chaise longue chiudono lo spazio destinato alla televisione, dall’altro risultano curati anche nella parte retrostante integrando anche sistemi di contenitori o librerie, per poter esser vissuti a 360°.

Anche le cucine sono dei veri e propri mobili dove l’estetica cela la funzione ed i materiali ricercati e le finiture più raffinate coinvolgono anche gli elementi più tech.

Le librerie utilizzate come diaframmi il più delle volte sono bifacciali.

L’arredo è vissuto nella sua “interezza”.

Resiste ancora l’unica imprescindibile divisione tra zona giorno e zona notte.

Potremmo dire che dapprima erano appartamenti, ora sono considerati come loft.

 

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