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Casa nel mondo
Casa Passiva
di Giulia Floridi   

Cosa significa “Casa Passiva”? Si tratta di un’abitazione che assicura il benessere termico seppur la presenza di impianti di riscaldamento convenzionali, come caldaie, termosifoni o altri sistemi analoghi, sia estremamente ridotta o addirittura, in alcuni casi, completamente assente.

Allora come fa questa casa ad essere riscaldata? Questo tipo di abitazione è il frutto dell’integrazione di materiali e tecnologie appropriate che garantiscono un’alta qualità abitativa e una riduzione dei costi energetici. Le tecniche di costruzione innovative, i sistemi di coibentazione avanzati e il recupero del calore sono i punti forti del progetto di una casa passiva.

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Le “Case Passive” sono state concepite affinché la somma degli apporti di calore passivi, forniti dall’irraggiamento solare e generati internamente dagli elettrodomestici e dagli occupanti stessi della casa, siano sufficienti a compensare la maggior parte delle perdite durante la stagione fredda. Quando il fabbisogno energetico è basso (inferiore a 15kWh al m²/anno) é possibile eliminare ogni impianto di riscaldamento convenzionale.

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Il concetto di generazione del calore tramite recupero passivo nasce nel 1988 dalla collaborazione tra lo svedese Bo Adamson ed il tedesco Wolfgang Feist e nel 1991 porta alla costruzione della prima casa passiva a Darmstadt-Kranichstein, in Germania.

Tra il 1999 e il 2001 sono stati edificati ben 221 complessi in 14 località diverse dell’Unione Europea, ad oggi la più grande costruzione passiva, Energon, si trova in Germania nella città di Ulm.

A partire dal 2015, in Austria la “Casa Passiva” sarà lo standard prescritto dalla legge per tutti gli edifici, come già succede dal 2007 in fase sperimentale nella regione austriaca di Voralberg.

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Temperatura sotto controllo: l’energia necessaria per pareggiare il bilancio termico dell’edificio è solitamente ottenuta da sistemi non convenzionali, un esempio sono gli impianti che adottano pannelli solari o pompe di calore per riscaldare l’aria dell’impianto di ventilazione, controllata a recupero energetico.

L’attenta progettazione consente di ottenere prestazioni elevate tramite l’adozione di sistemi di isolamento termico (nelle murature perimetrali, sul tetto e sulle superfici vetrate) e attraverso sistemi di ventilazione controllata che riescono a recuperare l’80-90% dell’aria in uscita.

L’obiettivo di perdere il minor quantitativo possibile di energia prodotta porta alla costruzione di impianti di ventilazione con recupero di calore.

L’aria calda in uscita da cucina e bagno viene convogliata verso uno scambiatore di flusso, dove l’aria fredda riceve l’80-90% del calore e viene poi ridistribuita a tutti gli ambienti: soggiorno, camere da letto e di nuovo cucina e bagno.

In Italia sono pochissime le iniziative promosse a favore dei progetti “passivi”. La più importante è stata presa dalla Provincia Autonoma di Bolzano in Alto Adige che ha previsto l'obbligo del certificato CasaClima per tutti gli edifici residenziali di nuova costruzione.

Uno dei primi edifici pubblici conformi allo standard casa passiva è proprio l´Expost di Bolzano: l´adeguamento dell'ex edificio postale ospita ora i dipendenti dell'Amministrazione Provinciale. L'edificio, che ha una cubatura di circa 20.000 m³, prevede un consumo di 7 kWh/m² l'anno: meno di un litro di olio combustibile per metro quadrato annuo.

 

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