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Casa nel mondo
Tra terra e cielo: la nuova frontiera eco-friendly dell'abitare
di Pietro Boccongella   

Quante volte, influenzati dall’immagine di un atletico Tarzan, abbiamo sognato da bambini di rimanere sospesi tra il verde e il fresco delle foglie, con i profumi delle essenza resinose?

Da una decina di anni, in relazione a un nuovo modo di concepire l’abitare e di fare turismo, più attento alla sostenibilità ambientale e in maggiore sintonia con il fascino della natura, le case sugli alberi sono ormai una realtà acquisita e destinata a crescere.

Come sostenuto da Stefano La Rocca e Giosuè Marigliano, professionisti che si dedicano da anni alla realizzazione di spazi e percorsi tra le chiome degli alberi, l’idea posta alla base di questo tipo di architettura mira a ribaltare il punto di vista tradizionale: un albero non è più elemento percepito dall’esterno e da lontano ma punto di osservazione dal quale scrutare il mondo. L’albero, elemento portante del processo architettonico, diventa anche oggetto di attenzione e protezione.

Sfruttando la robustezza di piante a grande fusto come querce, tigli e castagni, è possibile creare veri e propri edifici in legno e in metallo che, in sintonia con le tecniche più innovative della bioedilizia, esprimano una perfetta combinazione tra ingegno, fantasia e design.

Nuove soluzioni residenziali, nelle forme più varie, perfettamente funzionanti e dotate di tutti i comfort: energia elettrica, tv, riscaldamento, internet e bagni. Emblematiche di un nuovo stile di vita, più maturo, affine all’evolversi dei tempi e alla sensibilità ecologica.

Le possibilità di utilizzo in base alle esigenze sono molteplici: sono luoghi che, essendo a stretto contatto con l’ambiente naturale, fungono da spazi di rifugio e di evasione, permettendo di riposare, giocare, sognare ma anche di lavorare in tutta tranquillità o di spendere più semplicemente giornate di vacanza e momenti di convivialità in modo davvero originale.

Questo modo alternativo e versatile di costruire ha catalizzato l’attenzione di diversi attori sociali: architetti come Eugene Tsui o come il più stravagante Daniel Woodland, società di costruzioni, ristoratori ma anche semplici cittadini desiderosi di creare con il fai-da-te questi scrigni eco-compatibili che permettono di recuperare una dimensione di vita più armoniosa e tranquilla.

In Piemonte, alle pendici dei monti Pelati, è nato il primo villaggio arboricolo italiano. L’idea romantica di vivere in un mondo sospeso tra gli alberi si è sorprendentemente concretizzata in progetti di grande valore.

Che sia soltanto per un giorno o per una vita intera, oggi è finalmente possibile, un po’ come il Cosimo del Barone rampante di Calvino, staccare la spina dalla frenesia quotidiana, per riscoprire un contatto intimo e genuino con la natura e per risvegliare il bimbo che è nascosto in noi.

 

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